L’implantologia orale è utilizzata oggi in modo predicibile per la sostituzione dei denti mancanti, permettendo al paziente di dire addio per sempre alla dentiera mobile. Il requisito fondamentale necessario per poter inserire gli impianti dentali è la presenza di una adeguata quantità e qualità di osso mascellare che il chirurgo orale/implantologo valuta attraverso un esame clinico e radiografico accurato. Scoprire di avere poco osso per l’inserimento di impianti dentali può essere scoraggiante, ma non è la fine delle possibilità di ottenere una soluzione fissa e confortevole per i tuoi denti mancanti. Oggi esistono molte tecniche avanzate che possono aiutare a superare questo ostacolo.

Se ti hanno detto che hai poco osso e quindi che gli impianti non possono essere inseriti, sappi che oggi, grazie alle moderne tecniche odontoiatriche, esistono molte soluzioni che possono permetterti di ottenere impianti dentali stabili e funzionali. In questo breve articolo il dottor Bencivenni ti aiuterà a fare chiarezza sulle potenzialità di queste tecnologie.

Contattaci ora

Perché il poco osso è un problema per gli impianti dentali?

Gli impianti dentali sono una soluzione predicibile ed efficace per la sostituzione dei denti mancanti. Tuttavia, per essere stabili e duraturi, richiedono una quantità sufficiente di osso mascellare o mandibolare. Quando l’osso è insufficiente, gli impianti non possono essere inseriti correttamente, compromettendo la loro stabilità e funzionalità.

La perdita ossea può essere causata da diversi fattori:

Ma se ti è stato detto che hai poco osso, non devi rassegnarti alla dentiera. Esistono diverse soluzioni che possono permetterti di ottenere comunque degli impianti dentali.

Soluzioni per chi ha poco osso

Innesti ossei

Uno dei trattamenti più comuni per chi ha poco osso è la ricostruzione del volume osseo necessario, attraverso procedure di innesto osseo. Queste procedure comportano l’aggiunta di osso, o materiali sostitutivi dell’osso, per ricostruire il tessuto  necessario a fornire un sostegno sufficiente agli impianti. Gli innesti ossei possono essere eseguiti qualche mese prima di inserire gli impianti dentali oppure contestualmente ad essi, a seconda della gravità del caso.

Il primo passo per un innesto osseo è una valutazione approfondita della storia medica e odontoiatrica del paziente. Questo processo include l’esecuzione di radiografie e scansioni 3D, che forniscono una panoramica chiara della quantità e della qualità dell’osso disponibile. Questi esami aiutano a determinare la quantità di osso che è necessario rigenerare e quale tecnica adottare.

Il passo successivo è decidere quale tipo di materiale utilizzare per l’innesto. L’osso può provenire da diverse fonti: può essere prelevato dal paziente stesso (ad esempio dal mento oppure dalla zona posteriore della mandibola), oppure possono essere utilizzati materiali di origine animale o ancora materiali sintetici. La scelta del materiale dipende dalla quantità di osso da rigenerare e dalle valutazioni dell’operatore.

Durante l’intervento, il materiale osseo selezionato viene inserito nell’area preparata e protetto mediante una membrana in collagene. Questa operazione viene eseguita con precisione per garantire che l’innesto sia stabile senza disperdersi nella bocca del paziente durante la fase di guarigione. Naturalmente sarà necessario rispettare un adeguato periodo di guarigione di alcuni mesi prima di poter procedere all’inserimento degli impianti dentali.  Questo tempo di attesa è fondamentale per permettere all’osso innestato di integrarsi con l’osso esistente e stabilizzarsi, un pò come succede con la guarigione di una frattura ossea. .

Le tecniche osteorigenerative sono, in mani esperte, piuttosto predicibili ma determinano inevitabilmente un allungarsi dei tempi di trattamento, un aumento dei costi e non sono prive di potenziali complicanze.

Impianti con poco osso

Alternative agli innesti ossei

Le procedure chirurgiche per rigenerare l’osso nei mascellari sono ancora oggi molto utilizzate e, talvolta, rappresentano l’unica strada percorribile nel paziente che si rivolge a noi per avere i denti fissi. Rigenerare grandi quantità di tessuto osseo costituisce però un ulteriore intervento per il paziente, una ulteriore spesa e non sempre queste procedure portano ai risultati sperati. Talvolta può rendersi necessario intervenire più volte fintanto che non si è raggiunta la quantità di osso necessaria per poter inserire degli impianti dentali. Negli ultimi anni sono state create delle tecniche alternative che ci permettono di evitare la rigenerazione dell’osso abbreviando i tempi di trattamento. Queste sono: utilizzo di impianti corti, gli impianti zigomatici, gli impianti pterigoidei e le metodiche all-on4/all-on-6.

L’utilizzo di impianti di dimensione ridotta era ritenuta, fino a poco tempo fa, una alternativa non valida perché si riteneva che aumentasse il rischio di frattura della protesi o degli impianti stessi. Lo sviluppo di nuovi materiali e di nuove tecniche implantari ha sdoganato questo preconcetto tanto che oggi spesso si ricorre agli impianti corti quando non ci sono le condizioni per rigenerare adeguati volumi di osso o quando il paziente si rifiuta di ricorrere a tali tecniche osteorigenerative.

Per pazienti con grave atrofia ossea nella mascella superiore, gli impianti zigomatici rappresentano una valida alternativa. Questi impianti sono più lunghi dei normali impianti dentali e vengono ancorati nell’osso zigomatico, che è più denso e stabile rispetto alla mascella.

Durante l’intervento chirurgico, il chirurgo inserisce gli impianti zigomatici attraverso la mascella fino a raggiungere e ancorarsi all’osso zigomatico, situato nella parte alta del viso. Questo tipo di impianto è particolarmente utile in situazioni in cui l’osso della mascella è insufficiente per supportare gli impianti dentali tradizionali. La procedura è delicata e richiede una grande precisione per garantire che gli impianti si fissino saldamente all’osso zigomatico, fornendo una base robusta per le future protesi.

Sebbene l’inserimento degli impianti zigomatici sia una procedura complessa, i pazienti spesso possono ricevere una protesi temporanea subito dopo l’intervento. Questo significa che, anche se il processo di guarigione e integrazione ossea richiede del tempo, avrai già una soluzione protesica che ti permetterà di riprendere le normali attività quotidiane e migliorare l’estetica del tuo sorriso mentre gli impianti si integrano con l’osso. La guarigione completa può richiedere alcuni mesi, ma avere una protesi temporanea immediata può fare una grande differenza nel tuo comfort e nella tua qualità della vita durante il periodo di recupero.

Gli impianti pterigoidei sono impianti che sfruttano l’area posteriore del mascellare superiore, detta appunto zona pterigoidea. In questa sede l’osso è normalmente ben conservato anche nei pazienti in cui si è verificata una perdita ossea rilevante in tutta la bocca. Assieme all’area zigomatica la zona pterigoidea è una delle sedi più stabili nel tempo  in termini di quantità e qualità ossea. Gli impianti inseriti in questa sede sono impianti generalmente più lunghi rispetto agli impianti dentali convenzionali e costituiscono un ancoraggio efficace per le soluzioni protesiche fisse.

Le tecniche di implantologia su quattro impianti e su sei impianti prevedono l’inserimento di quattro o sei impianti in punti strategici della mascella o della mandibola, anche in presenza di limitata quantità ossea. Questi impianti sostengono una protesi dentale completa, avvitata sugli impianti stessi.

Il chirurgo orale procede alla pianificazione del trattamento. Gli impianti dentali vengono posizionati in aree specifiche dove l’osso è normalmente ben conservato anche nei casi di grave atrofia (perdita di osso), come la zona mentoniera per l’arcata inferiore e la zona anteriore del mascellare per l’arcata superiore.. Questo approccio strategico assicura che gli impianti siano stabili e durevoli, offrendo un supporto ottimale per la protesi dentale.

In molti casi, subito dopo l’inserimento degli impianti, è possibile fissare una protesi temporanea. Questo consente al paziente di lasciare lo studio dentistico con una soluzione provvisoria, migliorando immediatamente la funzionalità e l’estetica del sorriso mentre gli impianti si integrano con l’osso nel periodo di guarigione.

Impianti dentali

Domande frequenti sugli impianti dentali

Quanto tempo ci vuole per guarire dopo un innesto osseo?

La guarigione dopo un innesto osseo può variare da pochi mesi a oltre sei mesi, a seconda della quantità di osso innestato e della tua capacità di guarigione individuale.

Gli impianti zigomatici sono sicuri?

Sì, gli impianti zigomatici sono sicuri e rappresentano una soluzione efficace per i pazienti con grave atrofia ossea. Tuttavia, è una procedura complessa che richiede l’esperienza di un chirurgo orale/maxillofacciale qualificato.

Posso ottenere impianti dentali senza innesto osseo?

Dipende dalla quantità e qualità dell’osso residuo. In alcuni casi, tecniche come l’All-on-4 o gli impianti zigomatici possono permettere l’inserimento degli impianti senza la necessità di un innesto osseo.

Quali sono i rischi associati alle procedure di innesto osseo?

Come per qualsiasi procedura chirurgica, ci sono dei rischi, tra cui infezioni, rigetto dell’innesto, e complicazioni durante la guarigione. Tuttavia, con una corretta pianificazione e cura post-operatoria, la maggior parte dei pazienti ottiene risultati positivi.

Quanto costa un innesto osseo?

Il costo di un innesto osseo può variare notevolmente in base alla complessità della procedura, al tipo di materiale utilizzato, e alla posizione geografica dello studio dentistico. È importante discutere i costi e le opzioni di pagamento con il tuo dentista prima di iniziare il trattamento.

×